Il simbolismo esoterico del pentagono …

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Che il potere del mondo sia in mano a gruppi di potere occulto i quali si servono di forme di esoterismo deviato o “magia nera” risulta palese a chiunque si affacci anche solo superficialmente all’argomento.
Che questi gruppi usino il simbolismo come arma magica / propiziatoria anche nella architettura delle città e dei monumenti è altrettanto risaputo.

C’è però una certa confusione tra chi studia queste materie nel trattare questi simboli.

 

I complottisti legati alla matrice cristiana interpretano tutti i simboli con questa chiave, ovviamente attribuendo ad ogni simbolo un significato legato alla antitesi della loro religione.
Ciò di cui non si rendono conto è che i simboli non sono mai malvagi o benigni, quanto semplicemente dei contenitori che possono essere caricati con l’energia di chi li elabora e ci medita sopra, e molti di questi sono nati, e sono stati caricati, ben prima della nascita del cristianesimo, e che con questo (e con la sua controparte negativa: il satanismo) hanno ben poco a che fare.
Stesso discorso si potrebbe fare con gli Dei dei vari pantheon delle religioni antiche, su questo punto tornerò tra poco.
Un esempio classico di questa confusione è il Pentagono, sede del potere militare occidentale.
Alla curiosa forma i complottisti danno il significato di un pentacolo, simbolo magico ben anteriore al cristianesimo, di cui esiste la versione benigna e quella maligna (a seconda se la punta è orientata in basso o in alto), ma che loro interpretano univocamente come simbolo satanico.
La vera motivazione del perché proprio quel simbolo sia stato scelto per il centro della forza militare destinata a dominare l’occidente intero è ben diversa: le radici della tradizione esoterica occidentale vanno ricercate nella Cabala, ed è quindi in essa che dobbiamo ricercare la chiave per comprendere questo simbolismo.
La Cabala cerca di essere una mappa che spiega il funzionamento dell’ Universo, e basandosi sul principio ermetico “ciò che è in alto è come ciò che è in basso”, lo fa a più livelli: partendo dalla spiegazione (assai complicata) dei vari aspetti della Divinità, passando per le gerarchie di esseri superiori (Arcangeli, Angeli…), per arrivare alle diverse componenti della psicologia umana.
Il linguaggio con cui la Cabala parla è un linguaggio simbolico, il quale cerca di risvegliare attraverso l’uso degli archetipi la facoltà intuitiva implicita nell’ anima umana.
I dieci Santi Sephirot si possono collegare a diversi simboli, partendo dalla geometria, in cui Kether, il punto primordiale, è seguito da Chokmah, il cui simbolo geometrico è una linea e via dicendo.
Lo stesso lavoro di corrispondenze si può fare con gli Dei dei vari pantheon: ad esempio, il benevolo Giove-Zeus corrisponde al quarto sephirah: Chesed; il bellicoso Marte invece, è collegato al quinto sephirah: Geburah, la cui traduzione è “Forza” o “Giustizia”.
Adesso indovinate: a quale simbolo geometrico è collegato il concetto di “Forza” per la Cabala? Bravi, il pentagono.
Nel mondo greco prima e romano poi, ogni altare dedicato al Dio della guerra, per incanalare meglio la sua forza doveva essere di forma pentagonale, e questo è il vero motivo per cui questo simbolo è stato scelto per formare le basi del più moderno tempio della guerra creato dall’ uomo.
Usando quel simbolo si cerca di caricare le decisioni prese in quel luogo di forza bellicosa da spendere poi a giro per il mondo.
Il satanismo in tutto questo non c’entra assolutamente niente, e lo stesso discorso si potrebbe fare con una miriade di simboli oggi così poco compresi dai moderni ricercatori delle teorie del complotto.
Ora bisogna specificare: la forza può essere bene usata o male usata, ossia può essere uno strumento di liberazione o uno strumento di oppressione.
Di cosa si tratti in questo caso è evidente a tutti, ma questo non è colpa del simbolo in sé, né della dottrina esoterica che ci sta dietro, allo stesso modo per cui non è colpa della spada se viene usata per obbligare a sottomettersi anziché per difendere la libertà.
Vero è che se chi detiene queste conoscenze le usa in modo dannoso per l’ uomo ed il pianeta, e si può permettere di farlo in tutta tranquillità, è anche perché chi si dovrebbe opporre a questo non dispone degli stessi strumenti, e quand’anche gli fossero dati, non si cura di raccoglierli per paura di qualche spauracchio oggi come ieri utile a tenere le masse nella schiavitù e ignoranza spirituale.
L’atteggiamento che porta a legare ogni simbolo e pratica di tipo magico o esoterico, individuale o collettivo, a diabolici inganni e stratagemmi è la continuazione dei roghi di libri che andavano di moda nei secoli bui del medioevo, ed è più utile alle elités di quanto si creda, perché gli concede il monopolio della forza magica.
Se vogliamo battere quelle persone ed i loro piani, non è con l’ignoranza che lo potremo fare.
Nè rifiutandoci di combattere. Nemmeno aggiungendo odio all’ odio, paura alla paura, disperazione alla disperazione, impotenza alla impotenza.
Dobbiamo usare i poteri insiti nell’ anima umana, aiutandoci con tutti gli strumenti che troviamo più consoni, dalla meditazione su concetti positivi (i quali si riversano e condizionano il destino dell’ umanità dai piani sottili), fino a veri e propri rituali magici, per cui conoscere il simbolismo è il primo passo.
Vedere il male ovunque – anche dove in realtà ci sono solo strumenti neutri che attendono solo di essere ripuliti dalla sporcizia che ci è stata scaricata sopra, così da poter ricominciare ad essere motori di positività per l’uomo e l’universo, anziché ostacoli – non ci aiuterà.
Il faro che dobbiamo seguire è:
“Non rendete a nessuno male per male. La carità non fa nessun male al prossimo”
San Paolo ai Romani 12,17; 13,10.
“Guardatevi dal rendere male per male, ma cercate sempre il bene, tra voi e con tutti”
San Paolo ai Tessalocinesi 5,15.

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