Magia? E’ conoscenza del Sé!

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Di Francesco Faraoni
APPROFONDIMENTI ESOTERICI: LA MAGIA NON E’ FENOMENO PARANORMALE MA LINGUAGGIO DELLA CONOSCENZA ARCHETIPICA.

Che cos’è la Magia?
Credo sia importante fare chiarezza sul concetto di MAGIA, un termine troppo spesso abusato e utilizzato per descrivere cose che non hanno nulla a che fare con la magia. Innanzitutto la MAGIA è conoscenza esoterica e non “fare” cose paranormali che appartengono più alle superstiziosi.

Oggi è la corrente esoterica di Thelema, l’ultima corrente in fattore di “modernità” e di contenuto inedito (spiritualmente parlando), a fare chiarezza sul tema. Peccato che questa corrente sia soggetta al pregiudizio della cultura dominante, quella cattolica. Thelema, infatti, è fondata su Crowley che è definito come l’Anticristo o come il Diavolo incarnato. In realtà fu un grande rivoluzionario del pensiero esoterico e magico, un anarchico senza ombra di dubbio, ma di quella anarchia uraniana che sovverte il conservatorismo, in questo caso quello presente nelle conoscenze esoteriche. Se ritenete Crowley un Satanista non avete capito nulla di esoterismo, di Magia e di Crowley stesso che non è mai appartenuto al satanismo, anche perché non aveva alcun interesse verso i simboli cattolici, e Satana è un simbolo che appartiene ai cattolici, non a Crowley. Piuttosto utilizzava l’immaginario del “male” per fare dispetti intellettuali ai superstiziosi, un po’ come chi fa del sarcasmo la presa in giro degli allocchi!

Fatta questa premessa, se avete dei pregiudizi su Crowley, andiamo ad analizzare il suo pensiero riguardo la magia: così comprenderete la sua bontà intellettuale e la sua inedita conoscenza esoterica.

Crowley dice che “lo scopo generale della magia è influenzare il mondo dietro le apparenze, per poter trasformare le apparenze stesse”. Il modo con cui influenziamo le apparenze dipenderà da noi, dal metodo che abbiamo scelto. Dunque Crowley definisce “Magia” come “Arte”. Il mago chiama Magia la sua arte. Il buddista la chiama Legge Mistica. L’induista la chiama “Potere Yogico”. Il Cattolico dirà che ha ricevuto la grazia dalla Madonna.

Da questo incipit possiamo dire che il mago è prima di tutto uno spiritualista che trasforma la religione in profonda critica del mondo circostante. Il mago analizza i fenomeni dello spirituale, li sperimenta attraverso la Magia, indagando. Il buddista, il cattolico, l’induista accettano passivamente il loro credo, compiendo inconsapevolmente magia, incuranti di ciò che accade lo accettano passivamente parlando generalmente di Grazia. Invocare la Madonna o la recitazione del Daimoku, o dell’Om Mani Padme Hum… sono o non sono, dopotutto, atti magici?

Ricapitolando: MAGIA = Scienza del Cambiamento. Cambiamento di cosa? Della realtà. Del sé.

Dunque… MAGIA = rappresentazione della NATURA e metodo di unione tra Uomo e Dio.

Tutto questo viene considerato da alcune religioni, in particolare quelle di derivazione abramitica, come argomenti peccaminosi e che appartengono al male, quello stesso Male che sotto forma di Serpente (KUNDALINI) spinse Adamo ed Eva a cogliere la Mela del Peccato, ovvero la CONOSCENZA! Se questo è peccato e sbagliato, io accetto di peccare e di sbagliare pur di aprirmi alla conoscenza: questo è l’approccio comune degli esoteristi e di chi vuole aprirsi alla conoscenza.

Nel Libro della Legge (Libro Sacro della Corrente di Thelema) viene enunciato questo concetto “La parola del Peccato è RestrizioneAL I,41” – ovvero restringere, soffocare, annientare i desideri espansivi dell’Io è l’unico vero Peccato concepito nella spiritualità di Thelema. Peccato è porsi un limite e non superarlo per timore di conoscere sé stessi, nascondendosi dietro assurde congetture etiche che non dovrebbero riguardare la naturale aspirazione dell’Io a conoscersi e conoscere. Reprimere è Restrizione che è il Peccato!

IN DEFINITIVA La Magia è la Scienza e l’Arte di causare cambiamenti in conformità con la volontà

Credo che il fulcro di questa definizione sta nella sua parte finale: conformità con la Volontà. La magia utilizza il linguaggio magico e funziona attraverso una serie di alfabeti, di codici, di simboli e di linguaggi appartenenti alla Magia. L’insuccesso di un atto Magico è frutto non dell’inesistenza della magia, ma del suo uso sbagliato. Ogni essere umano può fare Magia (ossia apportare e causare cambiamenti nel micro e macrocosmo) operando esclusivamente in sintonia con la propria Volontà. La Volontà dunque non è un atto o una espressione esclusiva dell’Essere, ma è una “identità” propria di ogni individuo che va scoperta, compresa, studiata e ampliata. Conoscendo dunque la propria Volontà, viene acquisita anche la consapevolezza magica di appartenenza, che produce, attraverso essa, l’atto magico e la realizzazione del proprio intento. Ciò appunto avviene quando l’atto magico è conforme alla Volontà.

TEOREMI MAGICI – vorrei riflettere sui teoremi magici enunciati da Aleister Crowley che risultano tutt’oggi odierni e importanti punti di riferimenti nella comprensione della Magia e del suo modo di operare. Aleister scrive in una lettera (pubblicata in Magia senza Lacrime, p. 32 e seguente) una serie di teoremi, ossia di riflessioni che definirei matematiche, non dunque regole create appositamente per formalizzare una “norma” e una “normalità”, ma regole innate e intrinseche alla Magia stessa che Crowley ha saputo sintetizzare e raccogliere intelligentemente. Di seguito mi soffermo solo su alcuni teoremi che trovo particolarmente interessanti, e sicuramente da approfondire:

– per causare un qualsiasi cambiamento … è necessaria la completa comprensione qualitativa e quantitativa delle condizioni: ossia, per apportare un cambiamento da me ambito devo, prima di tutto, comprendere il tipo di cambiamento. Ma non solo, è necessaria anche la comprensione di quegli elementi che portano il cambiamento ambito. Prima del risultato, dunque, bisogna comprendere come ci si arriva ad esso, con quali strumenti. Questo teorema genera un interrogativo al Mago che si cimenta alla costruzione di un atto magico: che cambiamento voglio apportare, perché voglio apportarlo, quali sono le condizioni che mi spingono a volere il cambiamento, quale lo scopo?

– mettere in campo le forze necessarie: altro teorema importante e per nulla facile da comprendere! Le forze necessarie sono quelle situazioni che attuano il cambiamento, o meglio quelle azioni che portano a variare un determinato destino avverso o che non ci piace. Mi viene in mente un esempio molto banale ma forse che aiuta a comprendere: se in un ristorante il mio piatto preferito mi viene servito sempre freddo, e questo mi causa disagio e insoddisfazione; se voglio cambiare questo “destino avverso” e rimanere in quel ristorante che stimo o che mi piace esclusivamente per l’educazione, l’estetica del posto, il cambiamento è possibile mettendo in campo determinate forze, ossia la capacità di andare oltre l’imbarazzo, superare dunque l’idea che la mia azione possa ferire qualcuno, e quando si presenta il mio piatto preferito freddo ordinare al cameriere di sostituirlo con un piatto più caldo. Questa azione produrrà una reazione nel cameriere, nel cuoco, dentro la cucina dove cucinano il mio piatto, in me e intorno a me. Che risultato potrei ottenere? E’ importante sapere in anticipo le variabili che possono ritornare: ricevere la secca critica del cuoco che non ha intenzione di cambiarci il piatto perché ritiene che sia perfetto [e ciò porterà il cambiamento, ossia modificare il luogo, il ristorante, dove consumare la mia pietanza preferita]; oppure ricevere le scuse del cuoco e l’immediata riparazione al danno [e ciò porterà l’immediata sostituzione del piatto, con quello caldo da me preferito, e l’altissima probabilità che ad un’altra occasione ritorni il piatto preferito caldo e non più freddo]. Anche se banale come esempio, questo è il senso del cambiamento e delle azioni che producono reazioni nel micro/macrocosmo.

– ogni uomo e ogni donna è una stella; ogni uomo e ogni donna ha una rotta: in una serie di teoremi Crowley pone una sorta di limite alla magia e alla sua espressione. Ad esempio leggo che Aleister precisa, nelle sue lettere epistolari, che non è possibile in questo piano di esistenza terreno procurare o causare eclissi di luna o di sole attraverso la magia; in quelli enunciati qui sopra scrive che ogni uomo e ogni donna è segnato da una rotta, da un cammino e una rotta; chiunque va fuori questo cammino e questo percorso ne soffre. In un certo senso ci vedo in queste affermazioni una serie di limiti che, in realtà, sono espressioni della Natura della Magia e della Vita. Certi cambiamenti non sono possibili neanche attraverso la magia se questi mirano a sovvertire un ordine extraumano ed extraterrestre. L’uomo è una creatura terrestre per cui ha il dominio della Terra, è divino sul piano terrestre e vive la sua divinità nel sistema solare ed immerso nelle radiazioni dell’intero cosmo. Questo non significa che un Mago ha la possibilità di sovvertire il ciclo della Luna, o la Logica del nostro Sole! Stesso discorso può essere trasportato nell’esistenza di ogni singolo individuo: non posso sovvertire il mio cammino anche perché facendolo cambierei la mia rotta e non produrrei, dunque, nessun cambiamento significativo e manterrei la mia costante infelicità e apatia, continuando ad esistere secondo non-Volontà! Il Cambiamento sarà evidente e si presenterà se l’azione magica è realmente in sintonia alla nostra Volontà, dunque al cammino, alla rotta, che siamo chiamati a seguire. Non lo definirei propriamente Destino, forse si avvicina più al concetto di karma, ma anche no. E’ un concetto realmente nuovo, post-destinico post-karmico post-cristiano post-umano, un’idea di un uomo cosmico a cui è dato il potere delle cose Terrene e il potere di reggere la Terra cercando di migliorare sé stessi attraverso la comprensione della propria Volontà. Quale lo scopo di tutto questo? Lo scopo è il Grande Scopo: il segreto dei segreti, che esiste, e che probabilmente intuisco dentro di me, ma ancora ha un linguaggio arcaico e difficile da definire per bene…

– infatti un altro teorema dice che il contrasto tra volontà conscia e Vera Volontà non porterà a cambiamenti significativi se non ad uno spreco di energie, di forza, di tempo…

– un uomo che fa la sua Vera Volontà ha dalla sua l’inerzia dell’Universo: il concetto di inerzia in magia non è, a mio avviso, tanto diverso dal concetto fisico. L’inerzia rientra nel primo principio della dinamica ovvero la prima legge di Newton che afferma “un corpo permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non intervenga una forza esterna a modificare tale stato”. Il concetto è parimenti nel contesto magico: in parole molto semplici, la mia azione magica se conforme alla Vera Volontà non necessità di nessun reale spreco di energie immani, di evocazioni fantascientifiche, di sacrifici surreali, o di strepitosi incantesimi da telefilm perché è Madre Universo ad intervenire direttamente su di noi, attraverso la prima legge di Newton e azionando quelle “forze di inerzia” che scuoteranno il mio micro/macrocosmo per arrivare al compimento della mia opera.

Seguono tanti altri teoremi, molti dei quali ancora più profondi e importanti di quelli enunciati… teoremi che ci spiegano l’origine della Magia e il potenziale che ogni individuo ha all’interno della sua creazione. Ma ho voluto elencare solo questi perché sono direttamente connessi alla nostra identità e ai tanti limiti / blocchi che possiamo determinare esprimendo il nostro corpo magico sotto il dominio della non-Volontà.

Oltre a questo direi che tutti i testi che riproducono incantesimi, rituali, e minestroni vari, risultano ora incomprensibili e inutili, se non come lettura divertente; proprio perché il nostro operato magico è alla fine, al di là di un testo, di una scuola iniziatica, di un incantesimo di qualsiasi matrice, dentro la nostra Vera Volontà. Il resto, i codici magici, gli alfabeti antichi, le sefirot, i rituali del pentacolo, i simboli, le croci, i nomi da pronunciare, i pantheon, il rosario, le litanie, e quant’altro rientrano nel capito degli strumenti da utilizzare per incanalare la volontà. In questo grande scaffale di strumenti sta a noi saper cogliere quello adatto, e affine …. alla nostra Vera Volontà.

Fonte: http://www.astramentis.it/magia/

http://it.wikipedia.org/wiki/Aleister_Crowley

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